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La sedazione

Categoria: Notizie Pubblicato: Martedì, 17 Gennaio 2017 Scritto da Super User

La sedazione è una condizione medica, controllata farmacologicamente, con lo scopo di fornire una situazione di rilassamento, amnesia e/o controllo del dolore durante quando necessario, che normalmente non comporta la perdita dei riflessi protettivi (capacità di mantenere autonomamente la pervietà delle vie aeree e rispondere in modo adeguato agli stimoli fisici ed ai comandi verbali).

 

Se l’anestesia generale e la sedazione profonda sono procedure che competono al medico anestesista; nel caso di attività che richiedono una sedazione minima (ansiolisi) e/o moderata ciascun professionista, quotidianamente coinvolto nell’espletamento delle sue funzioni mediche, dovrebbe cercare di garantire il massimo confort e la sicurezza del paziente effettuando sedazione minima o moderata.
Appare necessario, pertanto, identificare le conoscenze necessarie per eseguire AUTONOMAMENTE sedazione/analgesia.
Gli eventi avversi causati dalla sedazione cosciente sono riportati con un’incidenza dello 0,54% e con una mortalità dello 0,03 %. In più recenti revisioni la percentuale di complicanze, nonostante il maggior uso della sedazione, resta comunque molto basso (rispettivamente 0,18 % e 0,47 %) in assenza di mortalità (European Academy of Anesthesiology).

Tipo di Sedazione

Si possono distinguere almeno tre forme di sedazione:

  1. Sedazione minima

Stato indotto da farmaci che riducono lo stato di apprensione (ansiolisi), senza alterare lo stato di coscienza, nel quale il paziente risponde normalmente a comandi verbali. La funzionalità espiratoria e cardiovascolare non risultano in alcun modo compromesse.

       2. Sedazione moderata

Stato in cui si riduce il livello di coscienza in maniera controllata. Il paziente risponde a comandi verbali o a seguito di stimolazione tattile. E’ ridotta la percezione al dolore. Funzione respiratoria e cardiocircolatoria adeguata.

       3. Sedazione profonda

Stato di incoscienza. La risposta ai comandi verbali è torpida, incongrua o assente, ma è evocabile quella riflessa agli stimoli nocicettivi. I riflessi protettivi delle vie aeree possono essere assenti e la funzione respiratoria limitata. Adeguata la funzione cardiovascolare.

Scala di sedazione

0 No sedazione

1 Sedazione minima ,rilassato, risponde adeguatamente alla conversazione

2 Sedazione moderata,sonnolento, risponde ai comandi verbali e/o ad una stimolazione lieve

3 Sedazione profonda risvegliabile solo con stimoli intensi

4 Anestesia non risvegliabile

PROTOCOLLI FARMACOLOGICI E DOSAGGI

Nessuna farmaco singolarmente è in grado di avere tutti gli effetti desiderati per l’analgosedazione. Il farmaco ideale dovrebbe avere le seguenti caratteristiche:


-Rapido onset

-Durata d’azione prevedibile (emivita sensibile al contesto)

-Assenza di metaboliti attivi

-Rapido recupero alla sospensione

-Facilità di titolazione

-Metabolismo organo-indipendente

-Minima interazione farmacologica

-Elevato indice terapeutico

-Basso costo

FARMACI E DOSAGGI EV CONSIGLIATI

 

Modalità e tecniche di somministrazione

Sedazione + Analgesia = Benzodiazepine + Oppiaceo

La somministrazione di farmaci utilizzati per l’analgosedazione può avvenire in:

  1. BOLI INTERMITTENTI
  2. INFUSIONE CONTINUA

Entrambe le tecniche hanno vantaggi e svantaggi, anche se oggi l’infusione continua endovenosa è la modalità di somministrazione preferita nelle procedure di media-lunga durata, in quanto consente un livello più costante a fronte di un elevato rischio di sedazione eccessiva.

L’ Infusione continua:
-assicura un livello di sedazione costante, ottimizzando il comfort del pz
-espone al rischio di maggiore consumo del farmaco
-rischio di sedazione eccessiva
-tempi di recupero più lunghi

La tecnica dei boli intermittenti determina:

-concentrazione plasmatica fluttuante con livelli incostanti di sedazione minore consumo di farmaci

-espone a rischio di livello di sedazione insufficiente

Nel paziente anziano. l’età avanzata influenza sia la farmacocinetica sia la farmacodinamica.

Nell’anziano si verifica:

- riduzione della massa magra muscolare,

-aumento del tessuto adiposo,

-aumento del volume di distribuzione dei farmaci liposolubili (diazepam, midazolam, fentanyl)

-ridotto volume di distribuzione dei farmaci lipoinsolubili (paracetamolo, morfina, lorazepam)

-prolungata emivita di eliminazione del farmaco

-aumentata durata dell’effetto clinico del farmaco

-ridotta concentrazione di albumina

Nei bambini è opportuno ricorrere alla sedazione per ridurre il carico di stress ed il dolore ma soprattutto per permettere l’esecuzione delle procedure invasive.

Il bambino presenta caratteristiche anatomiche e fisiologiche del tutto peculiari, che il medico che si occupa di una sedazione deve sempre tenere presente:

-la soglia del dolore è inferiore a quella degli adulti per una mielinizzazione ancora incompleta

- i bambini sono più sensibili all’azione farmacologia degli stupefacenti e soprattutto presentano una vivace reazione colinergica anche a stimoli non intensi

-importanti differenze anatomiche: lingua più larga, glottide più anteriore, piano delle corde vocali più obliquo, restringimento cricoideo, inferiore angolo di diramazione del bronco destro dalla trachea, fisiologica ipertrofia adenoidea e tonsillare

-prevalente respirazione diaframmatica

-metabolismo più rapido e maggior consumo di ossigeno per garantire l’omeostasi;

-frequenza cardiaca più elevata.

Le informazioni più importanti che occorre ottenere riguardano:

-miopatie, Porfiria Acuta Intermittente, Allergia a farmaci nei familiari, Sindromi rare.

Il monitoraggio del paziente va proporzionato al grado di sedazione.

Sarà buona regola monitorizzare i segni vitali (polso, pressione arteriosa, frequenza respiratoria) prima, durante e dopo l’esecuzione della sedazione, ad intervalli regolari.

In tutti i pazienti sedati è opportuno praticare un monitoraggio continuo della saturazione arteriosa di O2 con un dispositivo dotato di allarmi che permetta interventi rapidi in caso di evento avverso. Quasi sempre è necessario un supplemento di O2.

OSSIGENAZIONE

Attuare il monitoraggio pulsossimetrico in tutti i casi di sedazione/analgesia senza escludere gli allarmi acustici.

Abbinare una ossigenoterapia mediante cannula nasale in tutti i soggetti giudicati a rischio e specificatamente in presenza di asma, BPCO, tabagismo, flogosi delle vie aeree superiori, cardiopatie, gravidanza, obesità, sleepapnea o grandi anziani.

EMODINAMICA

Rilevare i valori basali di frequenza cardiaca e pressione arteriosa sistemica.

Durante e dopo sedazione/analgesia attuare controllo automatico continuo della frequenza e un periodico controllo della pressione arteriosa sistemica.

Abbinare il monitoraggio ECG specialmente in pazienti con importanti fattori di rischio cardiovascolari.

Settare opportunamente e attivare gli allarmi di minima-massima e di evento critico.

Verificare la disponibilità di vagolitici e vasocostrittori per antagonizzare

un’eventuale sincope vaso-vagale.

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Commenti   

#1 profile 2018-10-30 16:28
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