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Il 118 in prima linea in un’emergenza epocale senza precedenti

Categoria: Notizie Pubblicato: Sabato, 14 Marzo 2020 Scritto da Super User

 

Henry Dunant, imprenditore svizzero nel 1859, che per caso si trovò ad assistere alla battaglia di Solferino in Italia  tra francesi e piemontesi da un lato e austriaci dall’altro, constatando la carneficine dei soldati non assistiti e la totale inadeguatezza della struttura sanitaria dell'esercito non esitò a chiedere al segretario dell'imperatore Napoleone III di autorizzare la liberazione dei medici austriaci prigionieri, affinché potessero dare il loro contributo per la cura di tutti i feriti. Decisione che venne in effetti presa facendo nascere la moderna Croce Rossa che è agli albori di ogni soccorso sanitario compreso il nostro. 

 

Siamo noi oggi, in maniera inattesa nel XXI secolo, a 160 anni da quella barbara guerra, a combattere in prima linea una nuova battaglia sanitaria e umanitaria contro un virus subdolo e aggressivo che vede schierati tutti i medici, gli infermieri, gli operatori del 118 a sostenere la popolazione tutta. Come in ogni parte d’Italia, anche noi in queste ore siamo costantemente mobilitati a dare il massimo con umanità non guardando orari e turni ma rispondendo ad un’opera di servizio che ci appartiene e ci inorgoglisce per le scelte che ognuno di noi ha voluto compiere nella dedizione a delle professioni che hanno come principale orizzonte la cura del debole e il bene comune.

 

Nella comprensibile paura collettiva che si è impadronita dell’Italia non vi sfuggirà il lavoro massacrante che in queste ore caratterizza i soccorsi di urgenza legati al Coronavirus e alle altre patologie che si affiancano all’emergenza generale. Restate a casa anche per evitare incidenti di qualsiasi tipo che potrebbero ostacolare la macchina dell’assistenza che la Sanità pubblica ha messo in piedi. I trasferimenti dei malati e dei potenzialmente infetti sono affidati alla nostra responsabilità che stiamo affrontando con abnegazione professionale e umana prodigando tutto il soccorso e il pronto intervento che un enorme territorio come il nostro richiede per questo evento inatteso e non previsto. 

 

Non arretreremo di un centimetro nel mettere in sicurezza e nel fornire ogni possibile sostegno a qualsiasi persona di qualunque età, condizione sociale, e colore della pelle egli possa avere. Siamo operatori allenati ad intervenire a qualunque ora del giorno e della notte per salvare nel più breve tempo possibile vite umane. L’emergenza non ci ha trovato per nulla impreparati nello spirito  ma solo nelle dotazioni di attrezzature adeguate, numero di personale e mezzi per intervenire. Non lo diciamo per polemica ma per far riflettere l’intera collettività tutta sulla  considerazione e la condivisione nell’opera continua che stiamo sostenendo e che richiederà molti sacrifici ancora per molti giorni. Siamo anche le persone più esposte al contagio.

 

Ci sia consentito rivolgere un appello alla popolazione per saper considerare le difficoltà del nostro lavoro in questo frangente. In questo complesso momento della nostra esistenza, sappiate che se un soccorso o un trasferimento registra un piccolo ritardo non è dovuto a nessun lassismo ma soltanto all’immane mole di lavoro che stiamo affrontando in questi giorni che mai dimenticheremo. Pur nel massimo rispetto delle vostre giuste ansie per un parente vi chiediamo pazienza e considerazione solo per meglio operare. Le nostre priorità sono caratterizzate dal codice rosso che viene applicato ai soccorsi urgenti. Per i codici di colore diversi i tempi di attesa possono essere più lunghi ma sono dettati da una strategia organizzativa che non si può  permettere errori.

 

Uguale appello rivolgiamo ai nostri amministratori pubblici. Non dimentichino l’impegno e l’abnegazione di tutto il personale medico e sanitario di queste ore e dei prossimi giorni. Non chiediamo un grazie che non è dovuto ma la considerazione collettiva del nostro ruolo, purtroppo nel più recente passato non considerato e frettolosamente affrontato con statistiche fredde e aride che dimenticano il valore delle vite umane. Questa battaglia modificherà abitudini e politiche della società. Sarà il momento del dopo epidemia.

Nell’ora più buia va invece affrontata l’emergenza con spirito costruttivo e collettivo di unità nazionale che ci vede tutti schierati sullo stesso fronte con un unico imperativo categorico: debellare il virus subendo il minor numero di vittime.

 

Ringraziamo i nostri dirigenti, la politica di ogni colore, la popolazione per il sostegno e la condivisione che siamo sicuri porteranno al nostro impegno quotidiano. Un grazie a tutti i colleghi del 118 in ogni sua articolazione  per non aver mai mollato un attimo davanti a nessun ostacolo. E così continueremo a fare senza tregua fino a che il Coronavirus non sarà debellato per rimanere nella nostra memoria e nel nostro orgoglio di operatori sanitari.

 

Andrà tutto bene. Ma per andare bene c’è molto bisogno del 118. 

 

Dr. Riccardo Borselli

Direttore U.O.C. Centrale Operativa 118 Cosenza

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